Perché se vuoi venire a comprare da me, dovrai PER FORZA portare anche tua moglie

Ok, prima che mi denunci, lascia che ti spieghi meglio che cosa voglio dire.

“Devo venire con mia moglie perché culturalmente in Italia la casa è della donna…è lei che comanda!”

Sono anni che nei negozi di tappeti entra prima un uomo in avanscoperta a farmi letteralmente smontare il negozio, e poi dopo un’ora ti dice:
“Grazie ma devo venire con mia moglie.”
 

Ovviamente tutti i tappeti scelti dal marito non vanno bene perché a lui interessava solo guardare i prezzi, mentre quando ritorna con la moglie, ricominciamo la visita tutto da capo.

E così rivediamo tutti i tappeti in negozio,che sono raggruppati in cataste e divisi per misura…

“A lei non serve andare in palestra!”

Èla battuta che mi fanno da almeno 20 anni .

Sì, perchèdevi sapere che fare il mio lavoro è estremamente faticoso: da quando entra un cliente dobbiamo buttare a terra tappeti del peso di 3kg per metro quadro.

Quindi un 6mq (detto anche tre metri per due) che di solito mettiamo sotto un tavolo da pranzo pesa 18kg: immagina che ogni volta che entra un cliente spostiamo 50 tappeti a buttar giù e 50 a rimettere tutto a posto.

In realtà, se vogliamo dirla tutta, in palestra poi ci andiamo perché dobbiamo fare un lavoro defaticante e soprattutto posturale per reggere negli anni e non spezzarci la schiena.

Comunque torniamo a noi, dopo la prima scelta con il marito e la seconda con la moglie totalmente diversa dalla prima, arriviamo a scremare 3 o 4 tappeti che successivamente devono essere ambientati a casa del nostro cliente.

Noi mercanti di tappeti abbiamo una maledizione: di solito piace sempre l’ultimo tappeto della pila.

Che di solito coincide con “il tappeto che meno piace al negozio è quello che piace di più a casa”.

Magari al negozio abbiamo determinate luci, un determinato pavimento che a casa è completamente diverso e quindi è tutto un altro set scenografico, ci sono quadri, tende e tutti i complementi d’arredo che vanno a cambiare la situazione iniziale.

Poi una volta comprato il tappeto, sai che è corredato da certificato di garanzia che ne attesta la provenienza,e la possibilità di cambiare il tappeto in qualsiasi momento.

Sì perché il tappeto non è un divano che una volta preso se non ti piace più lo devi regalare ad un tuo parente come mi capita di sentire in tutte le case.

Il tappeto è come un quadro, se conservato bene.

Quindi noi lo rivalutiamo in base a quanto lo hai pagato, e dando la differenza puoi sempre migliorarne la qualità: capita spesso che i miei clienti dopo un paio d’anni tornino perché vogliono rimodernare tutta la casa .

Poi una volta effettuato l’acquisto, dopo un anno circa ci rivediamo per lavare il tappeto: te lo veniamo a prendere e te lo riconsegniamo noi, e se in quel momento pensiamo che ci sia arrivato un manufatto che stia ancora meglio nella tua casa ti suggeriamo di cambiarlo.

Considera che io entro in 400 case l’anno, moltiplica per 20 che sono gli anni che sto sul campo…ne ho visto circa 8000 quindi un po’ di esperienza e l’occhio allenato se permetti ce l’ho!

Ti seguiamo per tutta la vita del tappeto. La mia non è una vendita mordi e fuggi:cerco sempre di entrare in empatia con il cliente fino a diventare un quasi confidente della persona.

La cosa di cui si sorprendono tutti è questa: dopo 10 anni mi ricordo i nomi delle persone alla perfezione e i dettagli della loro casa e questo è molto apprezzato, perché si sentono importanti.

A me che amo letteralmente il mio lavoro mi viene naturale.

In questi anni poi abbiamo stretto una partnership con un tappezziere con 40 anni d’esperienza e non per defocalizzarmi ma per dare un servizio eccellente.

Perché è vero che il tappeto è l’ultimo elemento d’arredo che entra in una casa infatti io dico sempre che per noi ci sono sempre pochi soldi perché li hanno spesi tutti in ristrutturazione, in mobili e quadri ecc .

Mi ricordo che una volta non riuscii a chiudere una grossa trattativaperché il tappezziere del cliente non trovò i tessuti adatti ai tappeti,e quindi decisi di trovarne uno che riuscisse a coniugare le due arti.       

Giurai che finché non avessi trovato un professionista non avrei mai collaborato con nessuno.
Ci sono voluti degli anni ma alla fine ce l’ ho fatta ho conosciuto quasi per caso ‘Silvano il mago del divano’.

Così lo chiamano un vero e proprio genio del tessuto che ha completato la nostra squadra.

Lo penso che ognuno deve fare il proprio lavoro, io mi occupo di tappeti e Silvano Pasquali di tende,insieme siamo una forza della natura. 
Con lui potrai scegliere i tessuti direttamente a casa e lui ti saprà consigliare la soluzione giusta per te.

Comunque di Silvano te ne parlerò presto, quindi rimani collegato!

Per oggi è tutto, a presto.

FarshadShahabadi