Oggi vi parleró del tappeto Herekè.

Siamo nel nord dell’Anatolia in Turchia.

La produzione di questi tappeti si sviluppò nel 1800 grazie alla presenza di industrie della lavorazione della seta in questa zona.

I tappeti Herekè sono tappeti sfarzosi dalla lavorazione accurata, addirittura venivano utilizzati come doni alle diplomazie straniere.

Tra il 1878 e il 1880 la produzione venne messa in ginocchio a causa di una moriate dei bachi da seta e da un incendio che distrusse le industrie, quindi fino al 1929 ci fu una vera e propria crisi della produzione di Herekè ma con la committenza di produzioni straniere e soprattutto la venuta di annodatori che venivano dalla Persia fra il 1929 e gli anni ‘30 riprese questa esplosione di produzione di tappeti Herekè.

Gli esemplari del passato nascevano come veri e propri tappeti di rappresentanza.

Attualmente la seta viene importata da altre città come la città di Buhrsa.

La densitá è altissima rasentando i 20.000 nodi al decimetro quadrato.

I disegni dei tappeti Herekè sono disegni floreali, sinuosi e derivano dalla migliore tradizione persiana, ottomana e moghul.

I tappeti Herekè hanno un vero e proprio effetto scenografico, sono contornati da palmette, da disegni floreali e le bordure sono fittamente disegnate.

La gamma di colori è particolarmente vasta prediligendo il giallo dei filati d’oro che spesso costituiscono questi tappeti.

Il tappeto Herekè è uno dei tappeti più imitati, in queste imitazioni  si usano materiali sintetici.

L’ordito spesso è in seta, la trama ha due passaggi, il vello è in lana e seta e il nodo è simmetrico.

L’annodatura è extrafine, l’orlo è tondo, lo schema è floreale.

Ai nostri giorni impera la colorazione artificiale anche se non manca un cromatismo vario che risulta nel complesso piuttosto armonioso.

La produzione di Herekè anche ai nostri giorni si distingue per i suoi tappeti ricercati, dagli sfarzosi disegni e dall'esecuzione molto accurata.

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Grazie da Farshad Shahabadi.